Senza entrare nel merito dei contenuti e del taglio di “Servizio Pubblico” che possono essere, o meno, condivisi, a caldo mi sento di dire che Santoro ha scritto una nuova pagina della storia della televisione.
Il dato segli ascoltatori sulle TV locali e l’incredibile fermento sui social network che ieri ho visto sono davvero impressionanti. 2.276.418 spettatori sulle TV regionali, 645.11 su SkyTG24, 5 milioni di contatti e una media di 300.000 utenti sul web (record italiano e tra i record mondiali), 120.000 risposte ai sondaggi lanciati su FB, 55.000 nuovi “mi piace”, 5.000 commenti allo streaming , trending topic su twitter per l’intera serata con un aumento di 2.500 follower. Servizio Pubblico è stato l’evento live più seguito di sempre su iPhone e iPad in Italia, con un picco di 4mila utenti contemporanei. Il sito serviziopubblico.it, dove il programma era visibile in streaming, è stato il più visitato per ben 5 ore sulla rete web. In un parola IM-PRES-SIO-NAN-TE.
Santoro e Servizio Pubblico hanno stravinto una battaglia storica e non scontata. Santoro ha avuto il grande merito di lanciarsi in una sfida coraggiosa a Mediaste e RAI. Una sfida che aldilà delle idee di Santoro è una battaglia di democrazia che può dare una grossa spinta a quella rivoluzione dell’informazione che è già in atto.
La nuova sfida ora è continuare e confermare questi dati ma la vera vittoria è già raggiunta e consiste nell’aver dimostrato che è possibile fare informazione di massa senza aver dietro i grandi network . A livello simbolico il risultato di Servizio Pubblico è rivoluzionante. Una piattaforma ibrida fatta di social network e tv locali si afferam come il terzo canale televisivo d’Italia, subito dopo RAI1 e canale5. A livello simbolizo un messaggio potentissimo. A me ha regalato una convinzione ancora più ferma che ogni singolo cittadino può, e deve, fare informazione. Non tutti i cittadini possono fare informazione di massa, ognuno può informare un numero di persone considerevole condividendo e pubblicando contenuti su FB, twitter, YouTube, ecc…, tutti insieme anche questa è comuicazione di massa.
A Santoro ora tocca mettere in Servizio Pubblico comunicazione e idee di qualità. A tutti i cittadini che hanno idee, qualcosa che vorrebbero cambiare, progetti migliorare l’Italia e l’Europa tocca mettersi in gioco e fare informazione senza più affidarsi supinamente ai grandi network televisivi.